Copy Right Sandra Di Lenardo



Il linguaggio pittorico di Sandra Di Lenardo vibra di una nota di fresca e delicata poesia. La sua, infatti è una pittura che si legge e si assapora con piacere, sia per le tematiche scelte che per la modalità di gestione delle tecniche. Visivamente e musicalmente suggerisce molte associazioni: una cascata di note argentine, un fresco canto d’acque, il passaggio di nuvole bianche nel cielo.

Residente a Basagliapenta e impegnata da tempo  sul panorama artistico regionale, la pittrice ha lavorato a lungo con l’olio su tela per poi passare all’acquerello in un secondo momento. Ed è soprattutto con questa tecnica che ora il pubblico la conosce e con la quale partecipa agli appuntamenti espositivi e culturali.

Per quanto riguarda la tematica, quella attualmente privilegiata è la natura che viene colta e riproposta sia  attraverso immagini in cui l’occhio abbraccia l’intero paesaggio sia in versioni che si soffermano invece su un particolare, come i fiori.

Anche questi ultimi, inquadrati con tagli di stampo cinematografico, quali i primissimi piani e le distanze ravvicinate, si dilatano fino ad occupare l’intera superficie del quadro abbandonando così il ruolo di comprimari e assurgendo quello di unici protagonisti dell’indagine iconografica e della riflessione filosofica.

In questo procedimento si rivelano fondamentali le scelte cromatiche compiute dall’autrice che si basano soprattutto sulla contrapposizione tra il colore chiaro del soggetto e quello più scuro dello sfondo. Ecco quindi il fiore sbocciare nel suo fragrante candore, mentre i petali della corolla si dispongono ad accogliere e rifrangere i raggi luminosi diventando centro irradiante di luce.

Lo stesso sfondo non rimane soltanto un fondale anonimo ma è anche esso parte integrante del discorso cromatico : se vira verso il verde, ad esempio, abbraccia una miriade di sfumature dello stesso colore accendendosi al contempo di lampi gialli e ocra oppure azzurri o rosati. Sono fiori splendenti si sole, leggiadri ed eleganti. Sono fiori della gioventù, attraenti nella loro estate accesa oppure delicati nella loro primavera appena accennata.

Dal punto di vista contenutistico le scelte iconografiche rivelano dunque un utilizzo del soggetto in senso metaforico in quanto lo stesso viene utilizzato come “pretesto” per avviare  un discorso più ampio sulla società contemporanea e sull’umanità. Ad esempio, nei fiori ritratti da Sandra Di Lenardo, spesso sono presenti le spine che creano, così, un contrasto tra esse e l’immacolata purezza dei petali. Ma tra le spine emerge la potente bellezza del fiore: una rivincita simbolica.

Anche la tematica del paesaggio si avvale di finissimi accordi cromatici: il colore si scioglie nell’acqua con delicatezza e disteso sul foglio determina un paesaggio intriso di magia. Più che di descrizione in questo caso si può parlare di evocazione, più che di un paesaggio reale si può parlare di un luogo immaginario e vagheggiato. Sono mondi eterei, fatti della stessa materia impalpabile del sogno. In questo caso quindi non è importante la riconoscibilità  geografica perché le terre, i boschi, i fiumi ed i laghi che Sandra Di Lenardo tratteggia con il suo pennello sono i luoghi dell’anima e del cuore.

Dott.ssa Cristina D’Angelo

 



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